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Pasqua Sedes, S. Pietro in Paradiso


pubblicato il 4/5/2014
Ufficio stampa Clericus Cup

Il derby mariano va al seminario di Trastevere. Salutano il torneo il Mater Ecclesiae e il Col Mex. I viterbesi dell'Istituto teologico petrino guardano altissimo e per la prima volta approdano alla final 4. Il 24 maggio in ogni caso saranno in campo in una delle due finali



 


 


 


 


 


Sedes Sapientiae - Mater Ecclesiae 1-0


Biancorossi in semifinale grazie ad un autogol. Kalevski non punge e così la Clericus perde la sua Madre Celeste


Vincendo il derby mariano, il Sedes Sapientiae strappa il biglietto della semifinale Clericus Cup grazie ad un generoso autogol del capitano del Mater Ecclesiae, John Freddy Borrero. L’episodio si consuma al 3’ minuto del primo tempo e condiziona tutta la partita. Al centro dell’area Borrero cerca alla meglio di respingere gli attacchi del Mater, e pensa di farlo con un colpo di testa, per allontanare la palla. La sfera invece si insacca con un pallonetto perfetto alle spalle del suo portiere il venezuelano Jonathan Daza per l’1-0. Di qui in poi il Sedes si chiude in difesa, schiacciata dall’iniziativa del Mater che si spinge in avanti per recuperare il risultato. I mariani di via De Franciscis giocano bene e meriterebbero il pari, ma non è facile superare il muro difensivo del Sedes, sorretto dal capitano haitiano Yto Thelus, dal sempreverde argentino Santiago Caucino, con i seminaristi in biancorosso, che non hanno bisogno di prendere l’iniziativa e si limitano a colpire quando possono, in contropiede. La vivacità della partita ne risente. Si gioca soprattutto a centrocampo, anche perché le punte delle due squadre non riescono quasi mai ad impensierire i portieri avversari. Al 18’ il brasiliano, monaco basiliano, Joao Kalevski, si ritrova però la palla tra i piedi ad un metro della porta, ma cicca clamorosamente la palla il suo sinistro. Il triplice fischio dell’arbitro Aurelio De Vito rompe la noia tra gli spettatori sugli spalti, comunque caldi. Il copione non cambia nel secondo tempo. Il Sedes Sapientiae è una fortezza inespugnabile, l’attaccante del Mater Ecclesiae, Kalevski, è seguito come un’ombra dal croato Krunoslav Jurakovic, è servito poco e male dai suoi e non riesce a combinare granché. Al 18’ ci prova da fuori area il camerunense Pierre Gwet-bi-Gwet, ma il suo tiro è fuori misura. Quattro minuti dopo ci riprova, il forte centrocampista celeste, ma il rimpallo con il portiere non lo favorisce. Gli ultimi minuti sono tutto un assedio del Mater Ecclesiae anche se è del Sedes Sapientiae l’ultimo guizzo: Ivan Josué Ponce ci prova con un tiro potente dalla distanza che però finisce fuori, pochi istanti prima del triplice fischio. «Oggi non abbiamo giocato bene – commenta il brasiliano Kalevski a fine gara – abbiamo diversi giocatori bravi, ma nuovi con i quali dobbiamo ancora affiatarci. Quest’anno poi non ci siamo quasi mai allenati. Credo che potranno fare bene l’anno prossimo. Senza di me però, per me la Clericus Cup finisce quest’anno. Lascio questo torneo dopo 45 gol e sette edizioni disputate. L’anno prossimo vado a New York». Nella semifinale del 17 maggio il Sedes Sapientiae affronterà il Collegio Urbano, che un anno fa la eliminò proprio ai quarti di finale.  


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Istituto teologico San Pietro-Collegio Messicano 5-2


Salnitro fa 13. E il San Pietro si specchia sul Cupolone. Messicani poco piccanti.


I teologi viterbesi del San Pietro passeggiano 5-2 con il Collegio messicano e guadagnano la semifinale del 17 maggio (affronteranno il Redemptoris Mater), mostrando grande gioco e dimostrandosi pienamente degni di un posto nel paradiso delle finali Clericus. In attacco contano su elementi di grande qualità tecnica, come Tomas Bonello e Edwin Salnitro, assistiti egregiamente da dietro da Andres Bonello, e dalle fasce laterali da Nicolas Grace e Ephraim Soko. L’assedio dei petrini inizia dai primi minuti ma ci mette del tempo per dare i suoi frutti. Il gol infatti matura solo al 16’ quando Tomas Bonello di testa spinge la palla in rete, intercettando un cross millimetrico dopo una percussione di Grace: 1-0. Sebbene in vantaggio, la carica in avanti del San Pietro non si esaurisce. Al 20’, Tomas Bonello viene atterrato in area dal portiere e l’arbitro Priscoglio mostra il dischetto senza esitazioni. Salnitro si incarica del tiro e segna il suo dodicesimo gol nel torneo: 2-0. Prima del duplice fischio c’è tempo per un altro gol. Il solito Salnitro fa 13 scaricando da fuori area una sassata che si infila alla destra del portiere Humberto Covarrubias. È il 3-0 e così termina il primo tempo. Nella ripresa la partita non cambia partitura: i messicani non riescono ad uscire dalla propria metà campo, schiacciati dalle azioni veloci e avvolgenti dei petrini. Al 15’ st Andres Bonello calcia una punizione che Gregorio Ansaldi addomestica con il petto a vantaggio della bomba di Grace, il cui tiro gonfia per la quarta volta la rete di Covarrubias. Al 19’ una distrazione difensiva dello slovacco agostiniano Ratislav Stuller regala un autogol ai messicani: 4-1. I sudamericani prendono coraggio e due minuti dopo, di prepotenza, Mario Cruz perfora la difesa petrina e insacca alle spalle di Mckenzie Chileshe per il 4-2, oggi tra i pali con di don Cento in panchina. Ma è solo l’ultimo sussulto della preda, prima della zampata finale del predatore. Al 30’ infatti Godffrey Mwansa galoppa sulla fascia destra e pesca con un assist verso il secondo palo il piede di Soko che appoggia con facilità in rete: 5-2. «Credo che stiamo dando un bell’esempio di sport e di impegno – dice a fine gara un soddisfatto don Giuseppe Curre, allenatore del San Pietro – i media viterbesi stanno parlando molto bene di noi. Giochiamo bene e certamente pensiamo alla finale, ma, come diceva Giovanni Trapattoni, “non si può dire gatto se non ce l’hai nel sacco”». Infelice il sorteggio per il Col Mex. Contro questo San Pietro, per Vasquez e Garcia non basta la Porra con poncho e sombrero. I seguaci della Madonna di Guadalupe ci riproveranno ancora il prossimo anno.  


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