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L'Urbano vola in finale


pubblicato il 5/18/2014
Ufficio Stampa Clericus Cup

I Leoni d'Africa ruggiscono due volte e raggiungono per la prima volta nella storia Clericus la finale. Il Sedes poco allenato non regge alla forza dei gianicolensi.

 


 


 


 




Sedes Sapientiae – Collegio Urbano 1-2


Una partita brutta e giocata con la paura di perdere da parte di entrambe le squadre, consegna al Pontificio Collegio Urbano la prima finale della loro storia, in otto edizioni tutte giocate della Clericus Cup, in cui gli inquilini del Gianicolo, “il Collegio del Papa – dicono i biancogialli, vista la vicinanza al Vaticano - hanno tentato in tutti i modi di raggiungerla. Il primo gol matura lentamente. Le squadre sono nervose, coperte, e si ammucchiano a centrocampo dove si gettano su tutti i palloni. Mister Huerta tecnico del Sedes deve rinunciare al talento del velocissimo Siroglavic in attacco, in Croazia per il matrimonio del fratello e rispolvera davanti il lungo Anthony Naah. La tensione agonistica è forte anche se al pubblico la partita non trasmette troppe emozioni. Bisogna infatti attendere il 32’, a dieci secondi dal fischio dell’intervallo per tirarsi via un po’ di noia. Siamo nell’area del Sedes Sapientiae, il portiere Christian Diaz, nel tentativo di impossessarsi di una palla a parabola alta, alza le mani: non abbastanza però, perché, disturbato dal suo difensore, il capitano Thelus, la sfera gli colpisce la testa e rimbalza, come un assist perfetto, proprio sulla testa dell’attaccante dell’Urbano, Jean Marie Voundi, che incorna in rete per l’1-0. Il gol subito così fortunosamente brucia lo spirito del Sedes Sapientiae, ma non c’è tempo per reagire: il duplice fischio dell’arbitro arriva a sbollire gli animi. I mariani non perdono tempo, e scaricano subito la loro rabbia in campo. Al 1’ st il ghanese Anthony Naah riporta in parità la partita scartando tutta la difesa urbana e beffando il portiere del Botswana Morris Malila, per l’1-1. Nessuna delle due squadre sembra davvero prevalere sull’altra. Il pareggio sembrerebbe il risultato giusto, ma la ruota, oggi, gira a favore dell’Urbano quando il nigeriano Basil Mbah, scattato sul filo del fuorigioco raccoglie un bel traversone dalla fascia destra e d’esterno destro piazza il 2-1 nella porta trasteverina. È un gol pesante, che potrebbe valere la finale. Gli Urbaniani acquistano coraggio e si fanno vedere ancora nell’area del Sedes Sapientiae con Robert Ssekate che al 10’ st sbaglia da un metro un gol praticamente fatto. Ma non importa, per oggi il 2-1 basta e avanza: il triplice fischio dell’arbitro consegna la finale al Collegio Urbano. Ma l’allenatore, Joel Minsi nonostante la vittoria, non fa certo i salti di gioia per la prestazione: «Giocare come abbiamo giocato oggi non ci basterà per vincere contro il Redemptoris Mater. Sappiamo come gioca il Red Mat e servirà la nostra forma migliore per batterlo. Dobbiamo aggiustare alcune cose. Innanzi tutto le fasce laterali che oggi non hanno funzionato per nulla. Oggi siamo stati molto aiutati dalla fortuna». Sull’altra panchina Josefo Huerta è salomonico: “Abbiamo pagato la mancanza di allenamenti. Dopo Pasqua abbiamo  fatto poco e si è visto contro i ragazzi africani, che correvano più di noi. Peccato perché questo Sedes avrebbe potuto fare la storia, avendo la finale ad un passo”.


 


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