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We are the lions! Triplete Urbano


pubblicato il 27/05/2017

Due a zero alla Gregoriana, reti africane di Ssekate e Mbah. Il Collegio de Propaganda Fide trionfa ancora nel Mondiale della Chiesa. Dopo le vittorie del 2014 e 2015, Ntsama torna ad alzare al cielo la Coppa col Saturno.

 


 


 


 


 


PONTIFICIO COLLEGIO URBANO – PONTIFICIA UNIVERSITA' GREGORIANA 2 - 0 


Marcatori: 40' Ssekate, 61' Mbah. 



Pontificio Collegio Urbano (4-4-2): Malila Bakang, Addai, Tibanyebdera, Atta Gyasi, Youkoune; Ssekate, Ntsama, Badji, Sifiso Ndlovu (Cheng); Biata (Mbah), Kayiwa. 

Panchina: Ndhlovu, Yai, Kassifa, Orsot, Arakkal, Adugba, Umanah. 

Allenatore: Minsi. 



Pontificia Università Gregoriana (4-4-2): Richter, Suciu, O'Donnell, Kotonovics, Angius; Hoogma (Wrobel), Paver, Klur, Fara; Duarte, Sadio (Matic).

Panchina: Harvey, Faltan, Battauz, Garcia, Alagbaso, Amoah, Sado.

Allenatore: Caioli. 





Ruggito del Collegio Urbano, un solo boccone della Pontificia Università Gregoriana nella finale 2017 della Clericus Cup. 

Vittoria del Collegio di Propaganda Fide per 2a0, dinanzi ad un pubblico delle grandi occasioni. Da una parte gli striscioni e le bandiere amaranto per la Gregoriana, dall'altro i colori, la musica con tamburi, i fuomgeni e le vuvuzela dei supporters urbaniani. 

Presente sugli spalti, mischiato al tifo biancogiallo, anche il Rettore Vincenzo Viva, mentre Gonçalves Nuno da Silva, Rettore dell'Università Gregoriana, è seduto in panchina con la squadra e con al suo fianco anche il Cardinale Giuseppe Versaldi, prefetto della Congregazione per l'educazione cattolica e gran cancelliere dell’Ateneo gesuita, che poi ha espresso il suo entusiasmo per la giornata: “La Clericus Cup è uno stimolo per un incontro ecclesiastico per le nuove generazioni; in un mondo diviso, possiamo dare esempio di comunione non solo nello studio delle scienze, ma anche nello sport. Mi congratulo con voi, seminaristi e sacerdoti, vinti e vincitori”. 



Prima dell'inizio della gara si è tenuto un minuto di silenzio per i cristiani coopti vittime in Egitto. Fischio di avvio sotto un caldo sole, rendendo ancora più suggestivo il Cupolone sullo sfondo del campo del Centro Sportivo PioXI. Match da subito scoppiettante: Duarte-Sadio combinano, ma la difesa urbaniana chiude bene. Il fantasista portoghese non è al meglio per un fastidio al ginocchio destro, precarie anche le condizioni dell’olandese Hoogma debilitato in settimana da una forte influenza. La Gregoriana è tra l'altro orfana del cileno Prieto, frenato da noie muscolari. 

Sale in cattedra il Collegio Urbano sul finire di primo tempo: prima una punizione di Ntsama scalda i guantoni di Richter, poi il tentativo senza fortuna è del solito intraprendente Ndlovu, sudafricano in seminario dopo aver incontrato Mandela.

Squadre al riposo, a bordo campo divertito Don Alessio Albertini, consulente ecclesiastico nazionale del CSI: “Una bella finale della Clericus Cup, le squadre stanno mettendo in campo tutto quello che hanno per vivere al massimo anche il motto di questa edizione (“Mettiamoci in gioco nella vita come nello sport”). Lo sport è un grande insegnamento, una esperienza di vita nella quale ci si può incontrare e conoscere tanti amici. Un incontro tra popoli e diversità, non è solamente uno scontro di calcio. Magari non per risolvere problemi, ma il calcio può essere il sentiero per avvicinarsi gli uni agli altri nell'emergenza”. 

Anche Gonçalves Nuno da Silva, Rettore della Gregoriana, è divertito dall'evento: “Le due squadre oggi, come tutti i partecipanti durante il torneo, giocano senza svestirsi gli abiti della Chiesa e si impegnano con tutte le forze per vincere. E' un gioco, non una battaglia. Ci sono valori in campo, da sottolineare anche l'universalità delle squadre che sono molto internazionali; dunque, qui si riflette l'internazionalità della Chiesa che viviamo a Roma. Ci sono giocatori da tutto il mondo, simbolo della vita della Chiesa. Siamo una Università che dà una formazione globale e accademica oltre che umana, lo sport fa parte di questa formazione”. 



Via al secondo tempo, gli amaranto ripartono bene sempre ben guidati da mister Caioli dalla panchina, premiato a fine partita come miglior allenatore del torneo, e dal suo vice Panichi, ma i Leoni d'Africa riescono a rompere il muro avversario. La gara, infatti, si sblocca al 40esimo in maniera fortunosa: tiro-cross dalla destra dell’ugandese Ssekate, errata valutazione del portiere magiaro Richter che si fa superare dal pallone piombando all'incrocio dei pali: 1a0, in tripudio il tifo biancogiallo! 

La Gregoriana è costretta a sostituire un affaticato e stanco Sadio, dentro l'attaccante croato Matic, lo scorso anno bomber del torneo, per provare a riagguantare il risultato. Niente da fare, l'Urbano ben gestisce il match e non rischia niente. Sul finale mister Minsi richama Biata in panchina, dentro Mbah che provvidenzialmente insacca la palla del 2a0 in mischia dopo i tentativi ribattuti di Badji e Kayiwa. Triplice fischio e via alla festa del Collegio Urbano! 

Dal canto loro, gli amaranto restano con il sorriso, spronati anche dal loro Rettore: “Siamo comunque vicecampioni, bravi tutti!”. Gli fa eco mister Caioli: “Abbiamo dato tutto, all'inizio della Clericus Cup non pensavamo di poter arrivare in finale e invece i ragazzi sono stati bravissimi”. 

C'è Mark Paver, centrocampista inglese della Gregoriana e premiato miglior giocatore del torneo, che invita tutti a pregare per le vittime dell'attentato di Manchester: “E' una situazione triste, ho pregato molto e fatelo per cortesia anche voi, sia per le vittime che per la pace nel mondo”. 


 


Urbano - Gregoriana 2-0

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