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NAM, very Nyce Mater vulnerabilis


pubblicato il 4/6/2019

Mater Ecclesiae - North American Martyrs 1-2

 Martyrs very very Nice. Anzi due volte Nyce. Come il seminarista Usa, ex capitano, che oggi nella ripresa di ginocchio realizza due reti simili tra loro, ribaltando il risultato nell’importantissima gara del girone A contro il Mater Ecclesiae. Il rosario celeste è interrotto nella ripresa dall’Auer Maria, la nuova preghiera ideata da coach Drew Olson, il tecnico statunitense, che nel terzo tempo pregherà sì in latino, ma nel secondo tempo, guida la supplica dei suoi, inserendo il forte esterno dal Missouri, che sarà una spina nel fianco della Madonna celeste. Cominciamo dal pathos sulle tribune, con i tifosi mariani con tanto di bandierine biancocelesti ed i coloratissimi SuperMartyrs, i supporters dei seminaristi campioni del mondiale pontificio, pronti ad intonare l’inno statunitense per poi caricare il coro Let’s  Go Martyrs l’undici guidato. Manca ai Namers il peso di Paul Floersch, in attacco, squalificato per il rosso, rimediato, un amen prima dei rigori con l’Urbano. La prima azione in area di rigore è di Michael Hoye stoppato dal portiere brasiliano Eduardo Di Maio. Ci prova un minuto dopo Matthew Colle, bel cross dalla destra, puntuale di testa Nyce sul secondo palo, parata. Colle spingerà molto sulla fascia ma il tanzaniano Alex Mmbaga nella difesa mariana non farà rimpiangere l’assenza di Gerome, monumento del Mater Ecclesiae almeno nei primi 30 minuti. Il portiere del Mater Ecclesiae nelle pause fa piegamenti, mentre i suoi compagni protestano per un mani in area avversaria. Preme la Madre Celeste ed è l’indiano Jebin Sesayyan a sfiorare il gol, con un bel rasoterra di destro che supera il gol keeper, Nick Le, colpendo il palo in pieno. Sul tap-in arriva prima Godswill Chiamaka ma è in offside. Dalla panchina arrivano incoraggiamenti per l’attaccante  nigeriano in maglia celeste. Nel suo nome c’è infatti la volontà di Dio. “Eyes on the ball” strilla l’allenatore del Mater, Benedetto Ahamioje, ex Urbano, ex San Paolo, oggi con il Legionari. E arriva il gol, un gran gol quello segnato con un pallonetto divino da Alfred Lienyuy che si insacca alle spalle del georgiano Le. Finisce 1-0 il primo tempo ed Olson sa bene che, così, non sarà Pasqua nel collegio Nord Americano. Letio divina, di tattica calcistica, 5 minuti,. Dal secondo minuto, però, della ripresa, perché al primo, con una giocata stellare Godswill calcia a giro di destro, e il portiere di Atlanta devia con la punta delle dita sulla traversa. Il diacono Wilmar Jaramillo, sacerdote dal prossimo 5 maggio, guida la difesa celeste, spazzando diversi palloni, ma i pericoli per la difesa mariana, arriveranno tutti da palla inattiva. All’8° su corner del numero 6 Godefroid, indisturbato sul secondo palo solo soletto arriva Nyce che cerca di colpire la palla di testa, e di ginocchia la spinge in rete. È lui l’anima dei Martyrs. A fine gara ai sospettosi celesti che ipotizzavano un suo tocco di mano, dirà solennemente: “Ho segnato con knee, tradotto con ginocchio. Il mio si è si, il mio no è no”, chiudendo ufficialmente ogni polemica. Il Mater intanto non sta a guardare. Le devia una punizione di Lienyuy in angolo. Entra in campo Andrew Auer e la partita cambia. C’mon guys gridano i fans dei Martyrs. Potente l’azione dell’esterno sulla fascia destra. E’ il 20mo della ripresa quando un throw-in, una rimessa laterale lunga di Auer pesca ancora Nyce libero in area sul lato debole. Ancora una ginocchiata, più forte, stavolta, e la palla si insacca. O’Connor calcia a lato di destro. Entra Zanzibar nell’Ecclesiae, ma non cambia nulla, anzi è Nyce a sfiorare il 3-1 calciando altissimo a pochi metri dall’area piccola. Allo scadere è una bella imbucata per Lienyuy sulla destra a portare i mariani vicini al pareggio. Il suo destro lambisce il palo. Ed è solo tempo di pregare insieme. Ora al Mater serve una vittoria sull’Urbano. “Ora dobbiamo vincere Urbano – taglia corto Joao Petroski - Sapevamo che il collegio nordamericano ha un gran gioco tattico organizzato. C’è mancata l’altezza in difesa. Loro sono alti e forti palla in alto. Dopo il pareggio abbiamo perso il predominio del centrocampo. Pasqua sarà Attesa di quei giocatori che mancano, e recuperare squadra vera, con i giocatori titolari con l’Urbano quando servirà solo vincere a noi”. Felicissimo Drew Olson che spiega.  “Come altra volta sette giorni fa, eravamo sotto, ed abbiamo saputo riprendere il punteggio nella ripresa. Adesso un mese di riposo ed una buona Pasqua per tutti”


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