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Vince l'Urbano Missionari, ciao!


pubblicato il 4/7/2019

Consolata Missionari - Collegio Urbano 1-3

 Patrick Okwaro, Domenico Rosa, il capitano, Augusto Faustino, il vicecapitano, Vincent Kalawa. Sono solo alcuni dei nomi dei ragazzi della Consolata Missionari, unica squadra, quella bianconera, a dover salutare prima del tempo la Clericus Cup. I seguaci del Beato Giuseppe Allamano, ce l’hanno messa tutta in questa seconda prova di resistenza nel girone A della Clericus 2019, ma contro squadroni come il Mater Ecclesiae, sette giorni fa, o il Collegio Urbano di oggi, "mission impossible" e già l’aver fatto gol è davvero un gran traguardo. Esce a testa altissima la formazione guidata dal lucano Francesco Lombardi, costretta in un girone di ferro, nella prima stagione in cui la Clericus è suddivisa nelle fasi a gironi in due poule di seminaristi, e due poule di sacerdoti. E pensare che i Missionari sono andati, a sorpresa  in vantaggio contro i vicecampioni in carica dell’Urbano. In mischia il solito Grayson Rutajumbukilwa aveva spedito alle spalle di Justine Ndlovu, oggi tra i pali del Collegio di Propaganda Fide. Aviwe Biata, tecnico biancogiallo, fa un po’ di turn-over quaresimal,  tra i suoi mancano Avidi e Adam, ed il gioco dei Leoni d’Africa sembra risentirne. Africa sì, perché l’unico asiatico del Gianicolo, il coreano Pietro Lee, dopo un bolide secco in apertura di gara, deve arrendersi per un dolore alla caviglia e lasciare il posto al nigeriano Peter Ogbulie già al sesto minuto. Al 10° minuto, come il numero sulla sua maglia si sveglia l’ugandese Kayiwa, ma il suo destro finisce fuori non di molto. Ci prova capitan Ndlovu, Sifiso, il sudafricano, ma la sua punizione e ben bloccata a terra da Titus Gichohi. Ogbulie tre minuti dopo fallisce praticamente a porta vuota la palla del pareggio. Ci riuscirà qualche minuti più tardi, dopo una conclusione di sinistro di Dinis. Lascia la tribuna un elegantissimo Adam Israel, che profetizza la vittoria. Nemmeno il tempo di voltare le spalle al campo è c’è il gol del compagno nigeriano. Ogbulie da centro area fulmina con un destro secco Gichohi. Allo scadere per un netto fallo di mano in area della Consolata, arriva il penalty per gli uomini di don Raymond Ogboji, vicerettore urbano, sempre in panchina. Sul dischetto va il bomber Kayiwa, ma si supera il portiere della Consolata deviando il tiro dell’ugandese. Termina il primo tempo sull’1-1 con la Consolata ancora in corsa per il passaggio del turno e soprattutto capace con il suo portierone di bloccare un altro penalty, dopo quello parato sabato scorso al Mater Ecclesiae. È il quinto minuto della ripresa quando si decidono le sorti del match. C’è un rigore nella stessa area, ma a favore dei bianconeri. Va Grayson dal dischetto, ma anche lui - una maledizione finora per tutti i calci dagli undici metri, tutti falliti - sbaglia. Bravo comunque Justin Ndlovu ad intuire. Cala l’entusiasmo tra i missionari. Capitan Rosa e i suoi non reggono più l’urto con i famelicii africani. Joachin Badji imbecca Kayiwa in area, palla in rete, ma è netto il fuorigioco. È il 15mo dopo l’intervallo quando passa in vantaggio l’Urbano con tre attaccanti soli in area alle spalle del numero 1 keniano. Il più lesto è Peter Ameh, numero 8 che insacca in spaccata, stirandosi in questa occasione il quadricipite sinistro. Uscirà l’autore del vantaggio dicendo “serviva per la squadra, serviva per una Pasqua più serena”. C’è molto fair play. La Consolata non si arrende, almeno fino al terzo gol biancogiallo. Lo realizza ancora il nigeriano Ogbulie, al terzo tentativo. Sul primo tiro forte deviato in angolo, sul secondo gran balzo con la mano di richiamo di Titus, che allo scadere, però, non può nulla sul 1-3 che per i suoi suona come condanna. Se nel campionato italiano vola verso lo scudetto una squadra bianconera, in quello vaticano, i bianconeri sono i primi ad essere eliminati. Con stile e dignità.



 

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