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    All'Urbano la Champions del Papa
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    Sedes Regina Coeli
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    La Clericus da Francesco
    Mercoledý 29 maggio i capitani delle due squadre finaliste in udienza dal Papa Con loro una delegazione di sacerdoti e seminaristi capitanata da don Alessio Albertini Dopo il saluto la benedizione del pallone della finale e della Coppa con il Saturno Presenti rettori e capitani delle 16 squadre del campionato pontificio promosso dal Csi Sabato 1 giugno la finale in radiocronaca diretta su Radio Vaticana Italia
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Nerorosa shocking Altomonte,peccato


pubblicato il 5/18/2019

Ai rigori i guanelliani superano i vicini di casa dell?Altomonte. Decisivo il portiere Rafa Moura che strega la porta agli avversari. Ed il solito Ngandu che fa esultare i superiori del seminario del Santo

"Meglio è peccare d'indulgenza che di rigore.“ Il detto di don Guanella, un secolo dopo, è curiosamente osservato fin troppo alla lettera dai sacerdoti dell'Altomonte, vicini di casa dei Guanelliani, attenutisi strettamente alle parole del santo lariano. Sul campo della Clericus infatti nessun rigore a segno per i sacerdotiblaugrana. Assai meno clementi e fedeli alle parole del loro fondatore, i guanelliani, che volano in semifinale con un tris di reti dal dischetto. Ma si sa "chi è senza peccato..." La seconda partita del campo principale del Centro Sportivo Pio XI, vede affrontarsi le due squadre rivelazione nella fase a gironi: il San Guanella e Amici e l’Altomonte, quest’ultima per la prima volta ai quarti di finale. Nonostante la pioggia battente, la tribuna del campo è gremita di persone. L’inizio del match vede attacchi del San Guanella, mentre l’Altomonte cerca di giocare di ripartenza e imbeccare la sua punta di diamante, l’indiano Kurian Kokto, uno dei migliori nella fase a gironi. Dopo una fase di studio reciproco le due compagini cominciano a darsi battaglia. Sono tanti gli scontri di gioco e l’arbitro deve intervenire diverse volte per placare le animosità. Il rispetto rimane evidente e reciproco. Dopo la tempesta, sbuca un po’ di sole e l’Altomonte passa in vantaggio proprio con Kokto. Il numero 10 altomontino, non deve far altro che spingere la palla in rete sotto porta dopo un bel passaggio filtrante del suo compagno, Munchini Chabu. Quest’ultimo poco dopo, ha  l’occasione di raddoppiare ma spedisce il pallone tra le braccia di un attento Moura Silva, molto bravo il brasiliano tifoso del Santos nel coprire lo specchio della porta all’avversario. Nel primo tempo, l’Altomonte riesce a contenere le offensive guanelliane grazie all’ottima prova dei suoi difensori. In particolar modo del numero 2, il malgascio Hasimana e del numero 3 il camerunense Mekena Mekongo. Si verifica una situazione dubbia in area del Guanella al 20esimo, quando Munchini sembra essere atterrato, ma per l’arbitro non è un intervento falloso e l’azione prosegue. Ci prova il San Guanella alla fine della prima frazione di gioco, con uno dei suoi giocatori migliori, Serge Ngandu, prima con un colpo di testa e poi con un tiro da fuori che va però di molto alto sopra la traversa. Nulla di fatto; il primo tempo termina con l’Altomonte in vantaggio uno a zero. I rosanero cercano nell’intervallo di organizzarsi per arrivare al pareggio, con padre Basilio che predica la retta via per giungere al gol. Il pareggio si concretizza giusto all’inizio del secondo tempo con un calcio di rigore realizzato dal congolese Ngandu. Massima punizione, è stata in precedenza assegnata per un fallo sull’attaccante nigeriano Nnkemjinaka. Ora la partita è riaperta ma in seguito non si segnalano particolari occasioni ne da una parte ne dall’altra. 1 a 1 si manterrà fino alla fine. Nel mezzo, molti contrasti di gioco, con l’Altomonte costretto ad usufruire dell’unico cambio a disposizione, per l’infortunio del 4, il peruviano Figuerola Tamayo. La partita si incattivisce e Ngandu si becca anche un’ammonizione per proteste. Perfetto equilibrio tra le due squadre; anche qui come per Collegio Urbano vs Collegio San Paolo il passaggio in semifinale si decide tutto dal dischetto. Alla fine hanno la meglio i caritatevoli e chirurgici dagli undici metri guanelliani,  con tre rigori andati a segno, mentre l’Altomonte ne sbaglia tre su tre, colpendo un legno. Alto il tiro di Roakotonirina, palo di Mokgabo e Wandera alle stelle. Termina così la favola blaugrana, tra sorrisi e qualche dolenza. Il San Guanella, forse meno brillante di altre occasioni, è parso un gruppo unito e coeso. Festa grande in panchina con padre Alfonso, il superiore al don Guanella, al settimo cielo. Ora i rosanero, già arrivati in semifinale nel 2010, se la vedranno con la corazzata africana del Collegio Urbano. “Scherza con i fanti e lascia stare i santi”  recita il celebre motivo pucciniano. E anche se non siamo all’Opera, i Leoni d’Africa farebbero bene a considerare anche questa aria della Tosca, dovendo affrontare il Santo proprio ad un passo dalla loro sesta finale consecutiva.




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San Guanella e Amici ? Altomonte 4-1 (1-1 dtr)

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