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Sedes in finale Martyrs go home


pubblicato il 5/25/2019

Un gol del tanzaniano Lusato spalanca le porte del Paradiso alla formazione mariana. ╚ la prima volta che i mariani trasteverini giocheranno per il titolo. Martyrs sottotono. Applausi a William Nyce ex capitano NAM che saluta il torneo

 “Andiamo per l’oro!” Josefo de Jesus Huerta non sta nella pelle dopo la Lectio divina impartita dal suo Sedes Sapientiae ai Martyrs, campioni in carica. Nella prima finale in giugno in tredici edizioni della Clericus Cup, ecco apparire la Madonna del Sedes Sapientiae a rincorrere il Gloria finale. Un sole ombrato scalda il Pio XI nella seconda semifinale, che oppone i campioni statunitensi al collegio trasteverino. Tribune gremite, da un lato si intonano le litanie mariane, dall’altro l’inno Usa che scalda i cuori dei Martyrs. Manca Crovetto nei trasteverini. Il primo tiro della partita lo effettua il predestinato, il tanzaniano Michael Lusato, il suo destro è sbilenco. Più preciso il difensore africano al quinto minuto del primo tempo su perfetto assist di Jonathan Parra, di testa spedisce all’angolino. Incolpevole Nick Le, il portiere ‘stars and stripes’. Il capitano Thony Klein sbaglia un disimpegno due minuti dopo e per poco Deogratias non raddoppia. Ceferino Carmona gioca che è una bellezza in mezzo al campo ma è il biancorosso n.9, il capitano Jesus Hernandez a orchestrare lo spartito di Huerta. Il messicano lancia Deogratias anticipato da Le. I Martyrs non reagiscono. Anzi è Carmona a trovarsi solo sul secondo palo per il 2-0 ma il suo dribbling non è vincente. Il Sedes ha preso un solo gol in questa Clericus e oggi si capisce il perché. Mshana, Odunze ed Omenyi con Lusato formano una barriera insormontabile. Lo scopriranno col passare dei minuti Paul Floersch e Mattew Colle, oggi poco assistiti dalla fantasia di Jimenez-Lainez. Il 4-3-3 di don Drew Olson stenta a decollare, mentre il 4-4-2 di Huerta va molto bene con Bebe Guo in avanti sempre pericolosissimo sulla sinistra. Intanto Deogratias sulla destra si beve mezza difesa Usa ma il suo sinistro è fiacco. Sul finale di tempo pasticcio, sarà il primo di tanti interventi maldestri, del portiere Sedes, Anasenchor, palla sul secondo palo ma Guillermo Jimenez Lainez apre troppo il suo destro a giro che finisce sul fondo. La partita è molto bella e combattuta su ogni pallone. Hernandez crossa col destro Bebe Guo gira al volo ma colpisce di punta, è alto. Il tempo si chiude col Sedes alla ricerca del raddoppio, ma il colpo di testa del nigeriano Odunze è alto. Si riprende da dove si era rimasti con il Sedes in area statunitense. Bebe passa a Deo ma il suo destro è ampiamente a lato. Primi anatemi per Anasenchor dalla panchina Sedes, quando al secondo minuto, senza alcun disturbo rimette il pallone calciando sulla schiena di Poje, per sua fortuna rimendiando all’errore. Let’s Go Martyrs si alza allora dalle tribune. Ma l’azione travolgente sulla sinistra è di Bebe Guo, il ghanese semina il panico in area ma è debole il cross dal fondo. Cerca di imitarlo nell’altra area il n.10 del NAC ma Omenyi è bravissimo a tenere la posizione e a farsi fare il fallo. I Martyrs provano a forzare il ritmo, ma è molto ordinato il Sedes, eccezion fatta per qualche sbavatura del portiere, oggi forse emozionato. Due rinvii sbagliati all’inverosimile. Anche il rettore don Canosa è preoccupato. Ci prova da 30 metri il solito Jimenez Lainez, ma blocca in presa sicura Anasenchor. William Nyce gioca uno dei suoi ultimi palloni della Clericus, segnerà Hoye ma è off side. A cinque dal termine aumentano i corner per il NAM. Klein di testa manda a lato. Esce Godefroid per infortunio. Anche Huerta cambia due uomini, il gioco è frammentato. Duettano Floersch e Colle sulla destra ma Tito Hernandez recupera e spazza in angolo. Thony Klein è un gladiatore, ultimo ad arrendersi. Nyce esce salutato da un grande applauso e lascerà assieme ai parastinchi anche la Clericus, giovedì in Virginia per ordinazione (auguri). Un bellissimo striscione “Grazie Will” lo ha ribattezzato come capo del Gianicolo. L’ultima chances è per Hoye dopo un uscita a vuoto di Anasenchor. Fischia l’arbitro. Il Sedes Sapientiae è per la prima volta in finale. Arriva un sombrero sulla testa di Huerta, ma Josefo da 13 anni rincorre il Saturno clericale. Ora, dopo 70 partite disputate in 13 anni dal Sedes nel torneo, finalmente ci sarà l’opportunità di vincere la coppa con il copricapo dei chierici. Vedremo cosa accadrà tra sette giorni. 




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Sedes Sapientiae - North American Martyrs 1-0

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