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    Sedes Regina Coeli
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    La Clericus da Francesco
    Mercoledý 29 maggio i capitani delle due squadre finaliste in udienza dal Papa Con loro una delegazione di sacerdoti e seminaristi capitanata da don Alessio Albertini Dopo il saluto la benedizione del pallone della finale e della Coppa con il Saturno Presenti rettori e capitani delle 16 squadre del campionato pontificio promosso dal Csi Sabato 1 giugno la finale in radiocronaca diretta su Radio Vaticana Italia
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    "il nostro capitano"
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    All'Urbano la Champions del Papa
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CaritÓ guanelliana Passa l'Urbano


pubblicato il 5/25/2019

Il rosanero Serge Ngandu fallisce nella ripresa due occasionissime per portare la squadra del Santo in finale. SuperKayiwa invece fa doppietta e per il Saturno sono per la sesta volta in corsa i missionari di Propaganda Fide.

 Il segreto confessionale non potrà mai rivelare la penitenza assegnata a Serge Ngandu, il salesiano attaccante del San Guanella e Amici, goleador di razza fino ai quarti di finale. Davvero troppo caritatevoli i suoi due destri nella ripresa, quando nella semifinale contro il collaudatissimo Collegio Urbano, i rosanero guanelliani stavano ormai pregustando il successo. Accadono entrambe le occasioni in cinque minuti a metà della ripresa i due misteri santi del congolese, che restringono il sorriso largo del capitano Bonaventura Onwukwe. Due volte, da solo, il bomber africano, innanzi allo zimbawese Justin Ndolovu. Se sulla prima opportunità un mezzo miracolo del portiere urbano devia sulla traversa il forte tiro di Ngandu, la seconda palla gol è davvero troppo appetitosa per non essere stata sfruttata. Roba da chiudere gli occhi ed attendere il boato dei propri sostenitori. Invece il congolese, peraltro fresco, per non avere giocato nemmeno un minuto del primo tempo, anziché scegliere un angolo alla destra o alla sinistra di Ndlovu, appena entrato in area tenta un pallonetto, una parabola che scavalca sì, l’avversario n.1, ma che termina sulla parte superiore della rete, facendo masticare amaro il rettore Charles in tribuna. Un’opera di grande misericordia nelle mani della divina Provvidenza, mettiamola così. Ma ripartiamo dall’inizio. Pronti, via, dopo un assaggio di Badji, al primo affondo l’ugandese Robert Kayiwa scarica alle spalle di Rafa Silva la prima palla giocata, ben imbeccato dal sinistro sudafricano di Sifiso Ndlovu. È 1-0 e dopo soli due minuti il Collegio Urbano già sogna la finale. Se la ride nella panchina biancogialla anche il medico, l’ugandese Augustine Tomoshime, che al termine guiderà la preghiera comunitaria. Si rivede dall’inizio Robert Ssekate nei Leoni d’Africa, suo l’assist seguente per il lunghissimo sud sudanese Lino Yai, arriva Joachim Badji, ma è ribattuto in mischia il suo destro. Il San Guanella non sta a guardare, pur senza Ngandu, sostituito da Ierkpen. Il pareggio rosanero arriva su una ripartenza di JPB Bokafo che appoggia per Mutakumba, che deposita alle spalle di Ndlovu. Tripudio rosanero e tutto da rifare per Aviwe Biata che in panchina non fa una grinza e catechizza i suoi, tracciando la strada per la finale. Nell’intervallo siamo 1-1 e nulla è deciso. Nella ripresa gli africani più pimpanti sono quelli in rosanero. Avidi ci prova su punizione ma è innocuo il suo calcio. Mutakumba difende bene i palloni in attacco, facendo spesso da pivot. Esce Yai entra Peter Ogbulie. Arrivano le due occasionissime per Ngandu entrato al posto di Ierkpen, la prima si ferma sulla traversa dopo la deviazione di Ndlovu. Mutakumba si mette in proprio due minuti dopo, il suo sinistro è altissimo. Si scuote l’Urbano con il solito Kayiwa che penetra in area, bravo Silva con i piedi a deviare in angolo. Avidi lancia Ogbulie, il suo sinistro è fuori. Riecco Ngandu solissimo a tu per tu con Ndlovu, manca di cattiveria il suo lob. Peccato, perché dietro Bonaventura blinda l’area di rigore, mentre davanti Linus Nnkemijnaka calcia di destro con Matakumba tutto solo a destra. Egoismo da confessionale. Avanzano ancora i guanelliani, il sinistro di Dushnyy è rimpallato fortunatamente da Avidi. Ci prova al 18mo Matakumba ma la sua conclusione è debole. Scocca il 20mo ed è il momento di Kayiwa, che pescato da Ogbulie insacca la doppietta che lancia il Collegio Urbano in finale. Capitan Bonaventura, perso per perso si spinge in avanti e crea diverse occasioni sulla destra. Silva nega la tripletta a kayiwa. Bienvenue Kiyombo regala un assist a Ngandu, che oggi è spento e non incide affatto. Povero Basilio, Egbujor non sa più a quale santo votarsi. Addai ci mette la faccia in ogni senso, ribatte di viso una punizione di Onwukwe. Le ultime punizioni le batte dalla trequarti il piede brasiliano di Rafael Moura Silva, ma solo in un caso il suo  spiovente mette i brividi alla retroguardia biancogialla. Dopo 5 minuti di recupero il triplice fischio che regala la finale, la sesta consecutiva, ai seminaristi del Gianicolo. Amarezza e delusione tra i guanelliani che in ogni caso daranno il massimo per regalare a Padre Alfonso una medaglia che vale molto per la comunità. Al termine del match le tre virtù teologali scintillano nel tridente rosanero. La fede di Linus NNkemjinaka è intatta, la carità di Serge Ngandu è incommensurabile, la speranza di Jean Pierre Bokafo è ora risposta nel bronzo, un metallo che mai i guanelliani hanno conquistato prima di adesso nella Clericus. 




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Pontificio Collegio Urbano - San Guanella e Amici 2-1

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