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    Mercoledý 29 maggio i capitani delle due squadre finaliste in udienza dal Papa Con loro una delegazione di sacerdoti e seminaristi capitanata da don Alessio Albertini Dopo il saluto la benedizione del pallone della finale e della Coppa con il Saturno Presenti rettori e capitani delle 16 squadre del campionato pontificio promosso dal Csi Sabato 1 giugno la finale in radiocronaca diretta su Radio Vaticana Italia
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Leoni insaziabili Amaranto sbranati


pubblicato il 5/12/2018

La Gregoriana si arrende ai campioni che calano il tris in semifinale pregustando il poker di scudetti ecclesiastici. IN gol Biata, Kayiwa e Ssekate

 


 


 


 


 


Gregoriana - Collegio Urbano 0-3


Marcatori: 21' Biata, 16' st Kayiwa, 30' st Ssekate.




Gregoriana (4-3-3): Richter; Kotonovics, Sociu, Faltak, Dushnyy; Alorbu, Reyes, Paver; Duarte, Michnuk, Matic (Sadio).

Allenatore: Caioli. 


A disp.: Alagbaoso, Battauz, Sado, O'Donnell, Martinez.


Collegio Urbano (3-5-2): Umanah; Adugba, Dinis (Tibanyendera), Youkoune Koshy; Ndlovu Sifiso, Badji, Nabil (Mbah), Adam Alhajis, Ssekate; Kayiwa, Biata. 

Allenatore: Mukendi. 


A disp.: Kougang, Dos Reis Da Silva, Arakkal, Yasin, Yai.


 


Troppo forte il Collegio Urbano. I Leoni d'Africa sbranano anche la Gregoriana e adesso solo il North American Martyrs li separa dal quarto scudetto clericale nonché secondo consecutivo. Nessuna vendetta per la Gregoriana, sconfitta come nella finale di un anno fa, ma con un parziale più duro. Il 3-0, per i pur generosi uomini di Caioli, è una sentenza troppo pesante ma la sconfitta ci sta. Hanno vinto i più forti. A regalare la vittoria all'Urbano i gol made in Africa di Biata, Kayiwa e Ssekate.


Partita godevole. Al 6' la difesa del Collegio Urbano sbanda e, per poco, non ne approfittano l'ucraino Vasyl Michnuk e il portoghese Rosado Duarte. Reattivo il portiere nigeriano Emmanuel Umanah. Pochi minuti dopo i biancogialli, come i colori dello Stato Vaticano, si affacciano dalle parti del portiere Matjas Richter, bravo a bloccare la conclusione del sudafricano Aviwe Biata. Dalle prime battute si notano subito i moduli speculari delle squadre, che vogliono giocare lunghe e offensive. L'Urbano propone un 3-5-2 che spesso si trasforma in un 3-4-3, con le incursioni dell'ala sinistra ugandese Robert Ssekate. Uno schema flessibile, "che si adatta agli avversari", parole di mister Dieudonne Mukendi. 4-3-3, invece, per la squadra di Caioli e Panichi, con il tridente Duarte-Matic-Michnuk. Eppure la partita stenta a decollare. Finché, al 21', Biata recupera palla a metà campo, si invola sulla destra e da posizione defilata spara una sassata sotto al sette per il vantaggio dei campioni. La Gregoriana accusa il colpo e al 26' il sudanese Musa Nabil prova a seguire, senza successo, le orme di Biata. Il quale, un minuto dopo, esalta Richter che se lo ritrova davanti ma riesce a respingere miracolosamente il suo tiro diretto nell'angolino basso. Tenendo in partita gli amaranto.


Inizia la ripresa ed è ancora uno svarione difensivo a lanciare a rete la Gregoriana, ma Michnuk non ha la giusta freddezza e spreca. Vicinissimi al pari gli amaranto al 7', con il romeno Iulian Sociu che lancia il croato Zlato Matic sulla sinistra, il croato la mette in mezzo per Rosado che, sfortunato, batte a colpo sicuro ma colpisce il palo. Se la palla fosse entrata forse staremmo per raccontare una storia diversa. Mister Caioli toglie Matic e getta nella mischia il veterano senegalese Maturin Sadio. Ci prova ancora Duarte, ma il suo tiro dal limite al 15' è debole. Ma proprio nel momento migliore della Gregoriana, l'ugandese Robert Kayiwa si invola dalle parti di Richter e lo batte, per il raddoppio Urbano. Esplode di gioia la tribuna assiepata di tifosi biancogialli. Pochi minuti dopo Kayiwa sfiora il tris: supera Richter ma Sociu salva sulla linea. Nel finale gloria anche per l’altro Robert ugandese dell’Urbano, Ssekate, che fissa lo score sul 3-0.


"Non c'è stato nulla da fare, loro sono più forti, correvano a mille", dice sconsolato mister Caioli a fine gara, mentre ringrazia i suoi. Rimpianti nella voce di Duarte, che voleva salutare il torneo (l'anno prossimo il sacerdote torna in Portogallo) con una vittoria: "Peccato, forse se non avessi preso il palo la partita sarebbe cambiata. Loro fisicamente erano più forti e correvano di più, ma noi nel secondo tempo tecnicamente siamo stati superiori".


Opposto, ovviamente, l'umore tra i giocatori dell'Urbano, alla quinta finale consecutiva. Tra i protagonisti della gara Biata, sudafricano, che ha sbloccato il risultato con un bel gol: "Partita bella, contro una squadra forte. Noi abbiamo corso di più, puntando sulla velocità. Dedico la vittoria a un mio amico seminarista, che ha fatto un incidente. Ho pregato per lui e ora sta bene. Crediamo nella vittoria e siamo pronti". Fa festa anche il senegalese Joachim Badji: "Partita meno difficile del previsto, ora intensificheremo gli allenamenti per conquistare il terzo scudetto di fila. Lo avevo detto alla presentazione del torneo. Rimettiamo in palio la Coppa per riprendercela. Per noi è importante averla nel Collegio". In ogni caso la coppa rimarrà ancora sul Gianicolo. I Martyrs avversari in finale sono i confinanti dei ragazzi di Propaganda Fide.


 


Gregoriana - Collegio Urbano 0-3

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